Cultura

Sebbene la classe dirigente abbia in maggioranza origini inglesi (i primi coloni giunsero sulla costa Est degli attuali Stati Uniti a seguito della repressione dei Puritani dopo la restaurazione stuartiana), la maggior parte degli americani ha origini tedesche. La composizione etnica della federazione varia molto a seconda della regione. La cultura statunitense nasce dalla fusione di numerose culture: europei, neri africani, ispanoparlanti e nativi americani.

Importanti da segnalare – cosa spesso poco capita dagli stranieri – sono le grosse differenze culturali e filosofiche fra le diverse regioni americane. Spesso visti dall’estero come un’entità unica e “unita”, la realtà degli USA è tutt’altro. Sulle coste prevalgono gli americani “progressisti”, mentre nel grande centro (con l’eccezione delle grandi città come Chicago e Denver) rimane una visione più tradizionale, più legata alla religione, che fanno parte della cosiddetta “Bible Belt” o cintura della bibbia, forse la regione meno accessibile all’attuale mentalità filosofica prevalente in Europa.

Si usa l’acronimo WASP (White Anglo-Saxon-Protestant) per indicare una tipologia di americano specifica, senza ambiguità: Bianco, Anglosassone, Protestante. Nonostante ciò la percentuale di americani cattolici è massiccia, composta da irlandesi, italiani e polacchi nel contesto europeo e di latinoamericani (principalmente dal Messico al primo posto seguito dalla Colombia e la Repubblica Dominicana).

Al momento della Rivoluzione americana (1775) oltre al rifiuto alle tasse imposte dal regime, la nuova federazione si pone il problema di avere una propria cultura distinta da quella dell’Inghilterra, che fino ad allora aveva governato quei territori. Questo problema è affrontato da Ralph Waldo Emerson in uno dei saggi cruciali della letteratura americana, “Lo studioso americano”, che O. W. Holmes definì “la Dichiarazione d’Indipendenza intellettuale americana”. Lo stesso problema è affrontato in tutta l’opera di Emerson, tanto che oggi Harold Bloom lo definisce “la figura centrale nella cultura americana”.

Nel corso dei decenni gli apporti di altre culture si sono fatti sentire, a seconda dei flussi migratori che si sono succeduti: hanno contribuito l’Irlanda, l’Italia, l’Europa orientale (soprattutto a seguito della forte immigrazione ebraica dalla Russia, Polonia, Ucraina, Bielorussia, ecc.), e in minor proporzione ma non di minor importanza- la Grecia.

Nel frattempo si è sviluppata in territorio statunitense, tra mille contraddizioni e lacerazioni, una cultura afro-americana, legata alla peculiare e travagliata storia degli americani discendenti degli schiavi. Una delle realizzazioni più rappresentative di questa cultura è il jazz, il più grande ed innovativo contributo statunitense nel campo musicale.

E in modo ancor più faticoso e drammatico, comincia a uscire dall’isolamento la cultura dei Nativi Americani, ridotti allo 0,8% della popolazione e confinati nelle riserve dove però hanno la possibilità di professare la loro religione e continuare a vivere secondo le proprie tradizioni.

L’immigrazione dal Messico soprattutto, e secondariamente dagli altri paesi latino-americani ispanofoni, quella dell’est asiatico e dell’India contribuiscono a far sì che la cultura americana assuma (non senza resistenze e incomprensioni) anche caratteri non-europei.

La più recente ondata immigratoria è quella dai paesi latinoamericani e islamici, che ancora non si può dire abbia segnato la cultura statunitense nel suo complesso (per quanto l’islam si sia diffuso già a partire dagli anni 1930 tra gli afro-americani), bisogna però considerare che nonostante l’origine il 55% degli immigrati dai paesi arabi è di fede cristiana.

Per quanto riguarda la cultura degli USA ciò che subito salta all’occhio è lo smodato utilizzo dell’entertainment (ovvero l’intrattenimento), la spettacolarizzazione degli eventi. Tutto, o quasi, negli USA è reso pubblico sotto forma di spettacolo. Anche le recenti elezioni sono state estremamente spettacolarizzate, con fastose convention e raduni che sembravano più degli show televisivi.

Un importante componente della cultura americana si sta ponendo in questione tra i progressisti nel film e il sogno americano dove l’idea che con il duro lavoro, il coraggio e l’autodeterminazione una persona possa guadagnarsi una vita migliore.

Fonte: Wikipedia

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