Giorno del Ringraziamento, storia del Thanksgiving day

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Il Giorno del Ringraziamento dipinto da Jean Leon Gerome Ferris

Il Giorno del Ringraziamento dipinto da Jean Leon Gerome Ferris

Sulla collina di Plymouth, onorarono Dio e gli resero grazie per le messi raccolte. Nel 1623, due anni dopo essere sbarcati dalla Mayflower sulla costa orientale dell’America, i Padri Pellegrini celebrarono il primo Giorno del Ringraziamento, il Thanksgiving Day.

E ancora oggi, il quarto giovedì del mese di Novembre, gli Stati Uniti si fermano e celebrano la loro festa più sentita: quella che, come il Natale, unisce parenti e amici, pronti a sfidare le grandi distanze e ritrovarsi per l’occasione.

E’ proprio quello che fecero nel XVII secolo i superstiti dei 102 pionieri partiti dall’Europa: avevano vinto l’Atlantico e le sue burrasche per sfuggire alle persecuzioni religiose in Inghilterra ed erano arrivati qui, sulla costa dell’attuale Massachusetts.

Erano partiti 52 uomini, 18 donne e 32 bambini ma durante il viaggio impervio molti si erano ammalati, altri erano morti. Chi ce l’aveva fatta aveva trovato l’inverno brullo ad accoglierlo. Le sementi portate come un tesoro prezioso non attecchivano sul nuovo terreno.

La morte per fame non era più solo un presagio ma una triste certezza. Fu allora che i Nativi Americani si presentarono ai nuovi arrivati e li aiutarono: consigliarono loro come affrontare la terra, cosa prendere, cosa lasciare, quali animali cacciare, quali risparmiare.

I primi tempi furono duri, oltre il limite. Ma quando le messi crebbero e il raccolto fu tagliato, William Bradford, il Governatore della Colonia fondata dai Padri Pellegrini, ordinò alla sua gente di radunarsi alla Casa delle Assemblee, sulla collina, per ascoltare il pastore e rendere grazie a Dio Onnipotente per le benedizioni ricevute.

Alla festa, secondo la leggenda, parteciparono anche i locali cui i coloni dovevano la loro salvezza. Nel menù del primo Ringraziamento americano ci furono pietanze che diventarono tradizione: il tacchino e la zucca su tutte, insieme alla carne di cervo, alle ostriche, ai molluschi, ai pesci, alle torte di cereali, alla frutta secca e alle noccioline.

Il 29 giugno 1676 Edward Rawson stilò una proclamazione ufficiale in nome del governatore della contea di Charleston, in Massachusetts: con questo atto veniva indetto il Giorno del Ringraziamento per celebrare la vittoria contro gli “indigeni pagani”. Altro ennesimo esempio di ribaltamento della Storia.

Nonostante George Washington avesse deciso di festeggiare l’evento per la vittoria contro gli inglesi a Saratoga, durante la guerra d’Indipendenza, solo con Abraham Lincoln la festa diventò ufficiale per tutti gli stati dell’Unione. Fu lui a calendarizzarla il quarto giovedì di Novembre.

Da quel momento la data è rimasta sempre uguale, e nessuno dei presidenti in carica ha più dimenticato di emettere il proclama annuale del Giorno del Ringraziamento. Anzi. Ogni anno, si assiste alla Grazia del tacchino, l’animale simbolo e portata principale dell’evento.

L’inquilino della Casa Bianca libera il povero pennuto davanti a macchine fotografiche e cineprese, gesto simbolico di una festa che ha attraversato i secoli e la Storia degli Stati Uniti d’America.

Per approfondire:
Wikipedia

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