Cimitero degli aerei in Arizona, volo negato

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Lo scheletro di un B-58 ©  Jim Gordon

Lo scheletro di un B-58 © Jim Gordon

La destinazione ultima è la terra arida dell’Arizona, riposo mortale nel caldo opprimente che piega e piaga ali e lamiere. È qui, alla periferia di Tucson, che migliaia di apparecchi giacciono nel cimitero degli aerei, riverbero d’acciaio di un ultimo volo negato.

Sono oltre quattro mila e duecento gli esemplari così diversi nella foggia e così simili nel destino a essere stati portati in questa landa desolata in oltre sessant’anni. Disposti su una zona vasta quanto 1300 campi di calcio formano figure geometriche di ogni tipo e dimensione.

Visti dal cielo che fu loro sembrano un messaggio per chi oggi ancora sfregia le nuvole e domani potrebbe morire nella polvere rossa del cimitero degli aerei, mentre tecnici super qualificati lo smembreranno pezzo a pezzo.

È il fato decretato per questi esemplari che furono gloria dell’aviazione civile e militare statunitense. E che proprio perché tali non possono essere lasciati intonsi nel loro valore tecnologico, facile preda di chi vorrebbe clonarli.

Cimitero degli aerei dell’Arizona visto dal satellite

Le parti di maggior valore vengono tolte e dopo avere eliminato anche olio, carburante, liquido refrigerante e altre sostanze ancora, sono sigillati con materiali protettivi e stoccati in attesa di diventare pezzi di usato sicuro.

Così bombardieri, F15, F14-Tomcat, gli enormi C5A Galaxy, elicotteri, jet e persino prototipi mai entrati in servizio sono qui, in questo luogo inclemente che gli americani chiamano “Aircraft boneyard”, il cimitero degli aeroplani.

Camminare tra i loro scheletri è attraversare anni di storia volata via sulle ali calpestate a terra, di cloche usate oggi come manubri, di cabine di pilotaggio divelte come i sogni di un ritorno nel blue.

Eppure, qualcuno di questi esemplari ce la fa: grazie a mani esperte e richieste folli di ricchi appassionati alcuni modelli vengono rianimati dal cimitero degli aerei: revisionati, messi a punto, ridipinti e cromati sono pronti per tornare al futuro.

Non succede spesso, ma succede. Come gli esemplari riadattati alla lotta contro gli incendi, servi fedeli di una Nazione cui devono gloria e fama. Se non altro per essere stati fabbricati qui, e aver ereditato quelle ali di acciaio che ogni pilota americano porta con orgoglio sulle spalline e nel cuore.

Per approfondire:
Wikipedia

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